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Rumine
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Contents
• Funzione
• Note
• Anatomia
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Disposizione e rapporti
Occupa quasi completamente il lato sinistro della mwhgcavità addominale.cite-ref-2-3-1[3] È in rapporto con l'mwiwintestino, la faccia posteriore del mwjadiaframma, con la parete addominale ventrale sinistra. L'estremità caudale arriva all'entrata del mwjqbacino ed è in rapporto con gli mwjgorgani che esso contiene. Risulta avvolto dal mwjwperitoneo.cite-ref-0-1-2[1]
All'estremità craniale del sacco sinistro si trovano due aperture: una più larga che comunica con il reticolo, posizionata immediatamente al di sotto di quella a forma di imbuto, che comunica con l'esofago e pende il nome di mwlqcardias.cite-ref-0-1-3[1]
Conformazione esterna
Faccia parietale
Questa faccia si presenta con una convessità craniale che si modella all'interno dell'mwoqipocondrio sinistro come pure ventralmente, si prenda come riferimento un ipotetico piano passante per la mwogcartilagine xifoidea dello mwowsterno e per la mwpalinea alba. Lungo questa faccia si identifica il solco longitudinale sinistro, riempito di mwpqadipe, all'interno del quale scorrono mwpgvasi e mwpwnervi. Sul margine ventrale di questo solco prende attacco il mwqagrande omento.cite-ref-6-4-0[4]
Dalla parte media di questo solco si origina un solco accessorio che si porta in direzione dorso-caudale, sempre di tipo vascolare, che si esaurisce dopo un breve tragitto. Al confine con la faccia caudale il solco longitudinale sinistro manda due solchi accessori, uno dorsale e l'altro ventrale, che si esauriscono in prossimità della curvatura dorsale e di quella ventrale. Questi due solchi prendono il nome di mwrgsolchi coronarici.cite-ref-6-4-1[4]
Faccia viscerale
È rivolta a destra e da appoggio ad mwtqomaso, mwtgabomaso ed intestino. È percorsa da un lungo solco longitudinale destro simile, per conformazione, quello sinistro, sul quale prende attacco la parte profonda del grande omento. Pressappoco in posizione mediana, dal solco principale si diparte un solco accessorio (mwtwsolco accessorio destro), notevolmente profondo, che con andamento dorso-caudale, si ricongiunge al solco principale.cite-ref-6-4-2[4]
Il decorso dei due solchi (principale ed accessorio) delimita un'area circoscritta che prende il nome di mwvqisola ruminale o mwvginsula ruminis. Allo stesso modo del solco contro laterale, anche dal solco longitudinale destro originano due solchi coronari, dorsale e ventrale.cite-ref-6-4-3[4]
Faccia caudale
Anch'essa presenta un solco, il mwxqsolco trasversale, molto profondo, che unisce i due solchi longitudinali. La presenza di questo solco dà alla faccia caudale del rumine un aspetto a "B", a cui corrisponde un sacco cieco dorsale ed uno ventrale.cite-ref-6-4-4[4]
Faccia craniale
È divisa da un profondo solco craniale, che la divide in due sacchi, un mwzasacco dorsale ed un mwzqsacco mwzgventrale. Il sacco dorsale si continua nell'mwzwostio reticolo-ruiminale, mentre il sacco ventrale termina cieco. Dorsalmente i due scomparti sono delimitati, solamente, dall'inserzione dell'esofago.cite-ref-6-4-5[4]
La presenza di questi solchi crea un "anello" longitudinale, visibile sulla superficie esterna del rumine, che suddivide l'intera struttura ruminale in un sacco dorsale e in uno ventrale, tra loro comunicanti. I due sacchi sono tra loro leggermente asimmetrici, il sacco dorsale è spostato leggermente a sinistra, mentre il sacco ventrale si estende un po' più verso destra, all'interno della cavità addominale.cite-ref-6-4-6[4]
Curvatura dorsale o margine dorsale
Decorre nella regione sottolombare sinistra. Risulta convessa, ispessita e liscia ad eccezione della metà craniale che aderisce alla parete addominale.cite-ref-6-4-7[4]
Curvatura ventrale o margine ventrale
Vascolarizzazione ed innervazione
Il rumine viene vascolarizzato, principalmente:cite-ref-17-5-0[5]
• dall'mwhqarteria gastrica destra
• dall'mwhwarteria gastrica sinistra (poi gastroepiploica sinistra)
• dall'arteria ruminale destra
• dall'arteria ruminale sinistra
Tutte le arterie che vanno a vascolarizzare i pre-stomaci e lo stomaco ghiandolare dei ruminanti, si originano dal mwiwtronco celiaco dell'mwjaaorta addominale, in prossimità dello iato aortico. L'arteria ruminale destra corre lungo il solco ruminale destro e si divide in rami dorsali e ventrali che irrorano i sacchi cechi caudali. I rami dell'arteria ruminale sinistra irrorano la metà sinistra craniale.cite-ref-17-5-1[5]
Le vene seguono un decorso parallelo alle arterie corrispondenti e tutte confluiscono nella mwkgvena splenica che a sua volta confluisce nella mwkwvena porta. La mwlalinfa ruminale viene drenata da numerosi linfocentri, che sono, più o meno, interconnessi tra loro. Quelli strettamente collocati nella regione del rumine sono:cite-ref-17-5-2[5]
• i mwmwlinfonodi ruminali: ricevono afferenze dai mwnalinfonodi degli altri prestomaci
• mwnwgruppo di destra: seguono l'arteria ruminale destra e sono associati ai linfonodi accessori di destra, a livello della parte craniale del sacco ruminale
• mwoqgruppo di sinistra: occupano il solco longitudinale sinistro e seguono il decorso l'arteria ruminale sinistra
• mwowgruppo craniale: sono posti nel solco craniale del rumine
• i mwpqlinfonodi ruminoabomasali: accolti tra l'abomaso e il sacco ventrale del rumine, inviano efferenze ai linfonodi reticoloabomasali e reticolari
I movimenti del rumine sono regolati in modo appropriato da una combinazione di meccanismi centrali e locali.cite-ref-6[6] Quasi tutta l'innervazione proviene, dal tronco mwqwvagale dorsale e dal mwraganglio celiaco-mesenterico, che nel loro decorso seguono l'andamento dei vasi. Le terminazioni entrano nella costituzione dei plessi mioenterico e sottomucoso.cite-ref-17-5-3[5]
Struttura
La superficie interna del rumine presenta due rilievi (mwswcraniale e mwtacaudale) corrispondenti alla depressione longitudinale esterna che prendono il nome di mwtqpilastricite-ref-1-2-1[2] la cui contrazione contribuisce al miscelamento del contenuto del rumine.cite-ref-7[7] Quasi tutta la superficie interna del rumine, ad eccezione dei pilastri,cite-ref-0-1-4[1] è ricoperta da mwwgpapille che possono raggiungere 1,5mwww cm in mwxalunghezza.cite-ref-1-2-2[2]
Le papille variano in dimensione sia in base alla mwygspecie che alla loro posizione all’interno del rumine, passando da piccole strutture coniche a grandi papille appiattite a forma di foglia. La distribuzione delle papille non è uniforme: nella maggior parte dei ruminanti, le pareti dei sacchi dorsale e ventrale del rumine sono le più densamente ricoperte di papille e presentano anche le papille di dimensioni maggiori.cite-ref-7-8-0[8] Le papille risultano più lunghe negli mwzwanimali he hanno mw0adiete ricche di mw0qfibre e più corte in quelli con diete ricche di concentrati. Addirittura le diete ad elevato contenuto di fibre possono determinare una forma a lingua a o a foglia delle papille.cite-ref-1-2-3[2]
Istologia
Dal punto di vista mw2aistologico, la parete del rumine è composta, dall’interno verso l’esterno, da:cite-ref-8-9-0[9]
• mw3wtunica mucosa
• mw4qlamina propria
• mw4wtunica sottomucosa
• mw5qtunica muscolare
• mw5wtunica sierosa
La mw6qtunica mucosa, non ghiandolare, è la parte più interna del rumine e presenta un mw6gepitelio squamoso stratificato superficiale formato da quattro strati cellulari (dal basso verso l’alto):cite-ref-8-9-1[9]
• lo mw8qstrato basale
• lo mw8wstrato spinoso
• lo mw9qstrato granuloso
• lo mw9wstrato corneo
Le mw-qcellule in questi strati differiscono per morfologia e funzione.cite-ref-8-9-2[9]cite-ref-10[10] Le cellule dello strato basale sono colonnari e svolgono ruoli nell’mwaqiassorbimento dei mwaqmnutrienti, mwaqqchetogenesi, mwaqumetabolismo energetico e mwaqysecrezione di mwaqcimmunoglobuline.cite-ref-8-9-3[9]cite-ref-11[11] Le cellule degli strati spinoso e granuloso sono multistratificate e presentano mwaragiunzioni strette, giunzioni aderenti e mwaredesmosomi, che garantiscono adesione cellulare, resistenza allo stress meccanico e integrità strutturale.cite-ref-8-9-4[9]cite-ref-9-12-0[12]cite-ref-13[13]
Né lo strato corneo né lo strato basale esprimono mwar8proteine giunzionali, quindi non hanno funzione di barriera.cite-ref-14[14] Le cellule dello strato granuloso sono disposte perpendicolarmente rispetto a quelle dello strato spinoso.cite-ref-10-15-0[15] Le cellule dello strato corneo, il più esterno, sono altamente mwasgcheratinizzate, prive di mwasknucleo, e fungono da barriera fisica protettiva contro alimenti ruvidi e composti potenzialmente mwasotossici.cite-ref-9-12-1[12]cite-ref-10-15-1[15]
Si ritiene che le cellule cheratinizzate dello strato corneo derivino da quelle dello strato granuloso. Durante questa transizione, le cellule granulari perdono gli organelli (nucleo, mwatqribosomi, mwatumitocondri, mwatyapparato di Golgi) e non possono più proliferare. Tutti i filamenti cellulari, insieme a cheratoialina e complessi proteici del mwatcreticolo endoplasmatico, si spostano verso la periferia cellulare, formando una cellula cornea appiattita con contenuto condensato. Questa cellula è avvolta da una mwatgmembrana plasmatica ispessita, e durante la trasformazione solo i filamenti epiteliali cheratinizzanti vengono mantenuti, convertendosi in uno strato corneo coeso e protettivo.cite-ref-16[16]
La mwat4lamina propria si fonde con la mwat8sottomucosa e ha il compito di sostenere, nutrire e proteggere lo strato mucoso.cite-ref-8-9-5[9] Questa fusione si estende anche all’interno delle papille ruminali.cite-ref-11-17-0[17] Gli strati fusi di lamina propria e sottomucosa si trovano sotto la mucosa e contengono vasi sanguigni, nervi e vasi linfatici, fornendo supporto strutturale, facilitando la distribuzione di nutrienti e ossigeno, e regolando le funzioni fisiologiche e immunitarie.cite-ref-8-9-6[9]cite-ref-9-12-2[12]
La mwavetunica muscolare è composta da strati muscolari lisci longitudinali e circolari, responsabili del movimento e della mwavicontrazione del rumine, favorendo una miscelazione efficace e la fermentazione del cibo.cite-ref-11-17-1[17]
Recentemente sono state identificate i mwavgtelociti come nuovo componente strutturale all’interno e tra i mwavkmuscoli lisci longitudinali e circolari del rumine. I telociti sostengono lo strato muscolare e facilitano la comunicazione intercellulare, sia direttamente che indirettamente, attraverso la loro rete.cite-ref-18[18]
Derivazione embriologica
Durante lo sviluppo mwawsgastrointestinale del bovino, che inizia intorno al 29º giorno di mwawwgestazione, la regione caudale dell’esofago subisce un ingrossamento, portando alla formazione dei compartimenti definitivi dello stomaco. Tuttavia, persistono dibattiti sull’origine precisa di questi compartimenti, anche se le evidenze attuali suggeriscono che si sviluppino da un primordio fusiforme.cite-ref-12-19-0[19]cite-ref-13-20-0[20]
Entro la sesta settimana di gestazione, il rumine subisce una notevole espansione e migra verso la regione cefalica sinistra, accompagnato dalla formazione di sacchi ciechi e di un vestibolo spiraliforme, che rappresenta la porzione caudale più stretta del rumine.cite-ref-12-19-1[19]cite-ref-13-20-1[20] Intorno al 58º giorno di gestazione, i sacchi ciechi dorsale e ventrale si espandono, formando piccole evaginazioni del rumine principale, che in seguito assumono la loro posizione caudale definitiva, separate dal solco caudale.cite-ref-13-20-2[20]
Durante questo periodo prenatale, la parte caudale del vestibolo si sviluppa nellmwaym'mwayqatrium ventriculi, mentre la regione craniale si fonde con il sacco dorsale del rumine negli animali adulti.cite-ref-13-20-3[20] Alla fine del primo trimestre di gestazione, il rumine e il reticolo occupano lo spazio compreso tra la settima mwaykvertebra toracica e la quarta mwayovertebra lombare. Tra il terzo trimestre e la mwaysnascita, si estendono progressivamente fino a occupare la cavità addominale tra la nona vertebra toracica e la terza vertebra lombare.cite-ref-21[21]
Durante questo periodo si osserva anche un aumento della proliferazione e della mwazedifferenziazione cellulare all'interno dell'epitelio del rumine, che porta a un notevole incremento degli strati cellulari.cite-ref-13-20-4[20]cite-ref-14-22-0[22] Alla fine della gravidanza, le papille coniche completamente sviluppate, sebbene ancora fuse con l’epitelio, sono visibili. A questo punto, l’epitelio del rumine è già composto da quattro strati cellulari.cite-ref-14-22-1[22]cite-ref-23[23]cite-ref-24[24]
Nei ruminanti immaturi, il rumine non è sviluppato e il loro tratto digerente funziona più come quello degli animali monogastrici.cite-ref-15-25-0[25] L’epitelio del rumine di un vitello mwaasneonato è privo di cheratinizzazione e attività chetogenica, e il rumine stesso non possiede ancora una comunità microbica stabilita.cite-ref-8-9-8[9]
Il rumine cresce considerevolmente in massa e dimensioni dopo lo mwabesvezzamento.cite-ref-8-9-9[9] Lo sviluppo postnatale del rumine bovino può essere suddiviso in tre fasi:cite-ref-26[26]
• mwabwfase pre-ruminante, copre le prime due o tre settimane in cui il mwab0vitello si nutre esclusivamente di latte o sostituti del latte;
• mwab8fase di transizione, inizia quando il vitello comincia a ingerire alimenti solidi fino allo svezzamento;
• mwacefase ruminante, si verifica dopo lo svezzamento, quando il rumine raggiunge la piena maturazione e il vitello utilizza gli acidi grassi volatili (VFAs), principali prodotti della fermentazione, come fonte primaria di energia
Lo sviluppo del rumine dalla fase pre-ruminante alla fase ruminante è controllato da una complessa interazione di fattori e mediatori. Questi includono alimentazione solida, microrganismi, acidi grassi volatili (VFAs), mwacmormoni e mwacqgeni. Lo sviluppo strutturale e funzionale del rumine è strettamente legato a modifiche nell’mwacuespressione genica. Diversi mwacyfattori di trascrizione (es. OTX1, SOX21, HOXC8, SOX2, TP63, mwaccPPARG) e elementi non codificanti conservati specifici dei ruminanti (RSCNEs) regolano l’identità del rumine rispetto all’esofago, agendo come mwacgenhancer o silencer.cite-ref-16-27-0[27]
Geni come CCNB1, mwac4IGF1, HMGCL, BDH1, ACAT1 sono coinvolti nella proliferazione cellulare e nel mwac8metabolismo degli acidi grassi, con espressione più alta nel rumine adulto. I geni IGFBP2, IGFBP3, IGFBP6 sono più espressi nei vitelli allattati e correlano negativamente con la crescita delle papille ruminali.cite-ref-16-27-1[27]
Geni come CLDN1, CLDN4, CLDN7, occludin, tricellulin e MarvelD3 mantengono l’integrità della barriera epiteliale. Altri geni (DMRT2, KRT14, COL7A1) contribuiscono alla formazione delle giunzioni cellulari. Geni come mwaduTNF, CXCL8, NFKBIA, mwadyMUC1 e BPIFA1 attivano le mwadcdifese immunitarie del rumine, proteggendo l’epitelio da mwadgagenti patogeni e stress ambientali.cite-ref-16-27-2[27]
Funzione
Il rumine funziona come camera di mwaemfermentazione. Esso risulta infatti popolato da mwaeqbatteri e mwaeuprotozoi mwaeyanaerobi e anaerobi facoltativicite-ref-7-8-1[8] che degradano la mwaescellulosa, l'mwaewamido e la mwae0pectina in mwae4nutrienti utilizzabili dall'mwae8animale.cite-ref-3-28-0[28]cite-ref-4-29-0[29] Nel liquido ruminale vivono almeno 200 specie di batteri dei quali alcuni sono ancora sconosciuti, altri vivono solo in questo ambiente; i batteri vengono mangiati dai mwafgprotisti alcuni dei quali vengono parassitizzati da funghi, altre specie fungine colonizzano scarti vegetali. Ognuna di queste specie è specializzata di una piccola parte del processo digestivo. Dall'equilibrio di questo variegatissimo ambiente dipende la salute dell'animalecite-ref-30[30].
Il materiale alimentare scende nel rumine e nel reticolo dove si ammorbidisce con l'aggiunta di mwaf4acqua, trasformandosi in una polpa che viene impastata dall'azione mwaf8muscolare e fermentata dai batteri. Gli animali possono mwagarigurgitare il bolo e masticarlo nuovamente (ruminazione) per ridurre la dimensione delle particelle vegetali rendendole più accessibili ai batteri.cite-ref-3-28-1[28]
La massa così ottenuta viene nuovamente ingoiata entrando una seconda volta nel rumine. Il materiale più fine si sposta nel reticolo e mediante contrazioni viene spinto nell'omaso dove viene ulteriormente digerito e finalmente spinto nell'abomaso. Il mwagyprocesso digestivo svolto dai microrganismi presenti nel rumine produce mwagcacidi grassi che vengono rapidamente assorbiti nel mwaggcircolo sanguigno attraverso la parete del rumine fornendo all'animale una risorsa maggiore di energia alimentare.cite-ref-3-28-2[28]
Parte del materiale nel rumine viene convertito in mwahimetano che viene espulso dal corpo e in parte viene convertito in composti che vengono utilizzati direttamente. I batteri presenti nel rumine sono ad esempio in grado di sintetizzare sostanze come la mwahmvitamina B e certi mwahqamminoacidi a partire dai mwahucomposti mwahyazotati.cite-ref-3-28-3[28]
La microflora ruminale è generalmente ricca di batteri cellulotici mwahwGram-negativi per la digestione del mwah0fieno,cite-ref-1-2-4[2] me è composta anche da batteri amilolitici, pectinolitici, lipolitici, mwaiiproteolitici, mwaimzucchero-fermentanti, ecc. I protozoi contribuiscono all'attività mwaiqcatabolica in mwaiusimbiosi con gli altri batteri.cite-ref-4-29-1[29]
Nel rumine vengono prodotte grandi quantità di mwaisacidi volatili, principalmente mwaiwacido acetico e mwai0acido propionico, che vengono utilizzati nelle mwai4ghiandole mammarie per la mwai8lattazione.cite-ref-31[31] Il rumine, insieme al reticolo, svolge anche una funzione detossificante ed è in grado di produrre sostanze tossiche.cite-ref-15-25-1[25] Ad esempio, nel rumine il mwajgnitrato viene convertito in mwajknitrito in grado di mwajoossidare il mwajsferro contenuto nel mwajwgruppo eme della molecola di mwaj0emoglobina allo stato Femwaj43+ convertendola in mwaj8metaemoglobina che ha una bassa affinità per l'mwakaossigeno.cite-ref-5-32-0[32]
Patologia
La mucosa del rumine può mwakcinfiammarsi quando il contenuto del rumine ha un mwakgpH acido o si crea un ambiente anomalo che favorisce la crescita di mwakkfunghi e batteri. Le problematiche legate alla motilità e agli squilibri della flora batterica sono le anomalie più frequenti della funzionalità del rumine. Spesso cambiamenti nella flora batterica sono esacerbati da un cambiamento nella tipologia di cibo ingerito promuovendo la crescita di particolari organismi che provocano un incremento nella produzione di mwakogas con conseguente dilatazione del rumine.cite-ref-1-2-5[2]
Lesioni al rumine sono presenti ne:cite-ref-1-2-6[2]
• mwalybovini affetti da mwalcafta epizootica
• bovini affetti da stomatite populare bovina
• bovini affetti da febbre catarrale maligna
• ovini infetti da mwal8Herpesvirus ovino 2
L'infiammazione del rumine, detta anche mwameruminite, è generalmente considerata sinonimo di mwamiacidosi da mwammacido lattico che a sua volta è sinonimo di sovraccarico del rumine. Tutti i ruminanti ne sono sensibili. Un rapido cambiamento verso un cibo facilmente fermentabile, ricco di carboidrati, promuove la crescita di mwamqbatteri Gram-positivi (es. mwamuS. bovis, mwamyLactobacillus ssp., mwamcAsperigillus ssp.) che possono essere trasportati al mwamgfegato attraverso il circolo portale provocando mwamkascessi multipli.cite-ref-1-2-7[2]cite-ref-5-32-1[32]
Gli animali con una dieta che contiene meno del 10% di fibra possono sviluppare una mwanmparacheratosi ruminale. Negli animali affetti da questa condizione le papille risultano dure, marroni e spesso raggruppate. Esistono poi i cosiddetti mwanqpapillomi ruminali, particolari mwanuneoplasie che in alcuni casi sono indotte da batteri, ma in alcuni Paesi sono causati dalla mwanyfelce aquilina.cite-ref-1-2-8[2]
La distensione del rumine e la dismotilità, più comunemente ipomotilità, sono i mwanwsintomi clinici più comuni di varie patologie del rumine (es. mwan0indigestione vagale).cite-ref-1-2-9[2]cite-ref-33[33] Il rumine può essere soggetto a mwaoyinfestazioni da:cite-ref-34[34]
• mwao0H. contortus
• mwapaG. monnigi (pecore e capre)
• Paramphistomum ssp.
• mwapoP. cervi (bovini, pecore, capre, cervi, bufali, mwapsantilopi)
• mwap0P. microbothrium (bovini, pecore, capre, cervi, bufali, antilopi)
• mwap8P. ichikawa (pecore e bovini)
• mwaqeP. bothriophoron (zebù)
• mwaqmP. streptocoelium (pecore, capre, bovini e rumnanti selvatici)
• mwaquC. daubneyi (bovine e capre)
• mwaqcC. cotylophorum (pecore, capre, bovini e rumnanti selvatici)
• mwaqkC. calicophorum (bovini, pecore e altri ruminanti)
• Gastrothylacidae ssp
• mwaq0G. crumenifer (bovini, bufali, zebù, pecore e altri ruminanti)
• mwaq8F. elongatus (bovini, bufali, zebù, pecore e altri ruminanti)
• mwareF. cobboldi (bovini, bufali, zebù, pecore e altri ruminanti)
• mwarmC. spatiosus (bovini, zebù antilopi)
• mwaruC. gregarius (bovini, bufali)
• mwarcE. bovis (bovini)
• mwarkT. ovis (pecore)
• mwarsM. ruminantium (bovine e pecore)
• mwar0M. capree (capre)
Bovini e ovicaprini sono soggetti a mwar8stomatite vescicolare che può essere causata da specie di mwasaVesiculovirus.cite-ref-4-29-2[29]
Note
cite-note-6-44. ↑ mwaxcPelagalli e Botte, mwaxgAnatomia veterinaria sistematica e comparata, I e II, Edi-ermes.
cite-note-17-55. ↑ mwayiGiovanvettorio Soderini, Alberto Bacchi della Lega e Alberto Bacchi della Lega, mwaymmwayqIl tratto degli animali domestici, inedito / a cura di Alberto Bacchi della Lega, R. dall'Acqua, 1907, 1907. mwayuURL consultato il 7 agosto 2025.
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